

Comprendere i disordini evolutivi
Quali possono essere i disturbi dello sviluppo nell'infanzia e nell'adolescenza e quale la loro diagnosi? Come riconoscerli? In questa sezione ne troverai alcuni, mentre altri possono associarsi al quadro clinico in comorbidità oppure come deficit di base che verranno riscontrati con un'accurata valutazione neuropsicomotoria o durante l'iter diagnostico.
Quali sono i disordini del neurosviluppo
Si tratta di rischi, ritardi o disturbi del processo evolutivo o malattie che causano disfunzioni o disabilità per cui è indicato l'intervento del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Questi sono i principali disturbi evolutivi:


Ritardo Globale di Sviluppo (“ritardo psicomotorio” o alterazione nell’acquisizione delle funzioni in età 0-5 anni)
Disturbi dello sviluppo della Coordinazione Motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia)
Disturbi dello Spettro Autistico
Disturbi della Regolazione
Disturbi della Relazione e della Comunicazione
Disturbi da Deficit di Attenzione, Iperattività, Impulsività (ADHD)
Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
Disturbi dello Sviluppo Intellettivo e disabilità intellettiva
Disturbi Neuromotori e Sensoriali
Le aree dello sviluppo
Non è possibile scindere lo sviluppo del bambino e adolescente trattando un singolo aspetto, che sia motorio, cognitivo o relazionale, perché ogni area è strettamente interconnessa con le altre e spesso un disturbo riscontrato in un'area è correlato o crea conseguenze anche in un'altra. Per questo l'intervento neuropsicomotorio approccia all'età evolutiva con uno sguardo globale sullo sviluppo, traducendo la diagnosi medica in un percorso terapeutico personalizzato e basato su linee guida ed evidenze scientifiche.
Solo per praticità e per focalizzare l'osservazione su aspetti particolari possiamo riassumere come di seguito le aree di sviluppo, su cui si concentreranno la valutazione e l'intervento:
Area motoria
Area cognitiva
Area comunicativa
Competenze grosso-motorie e di motricità fine, coordinazione ed equilibrio, tono muscolare e prassie.
Funzioni esecutive come attenzione, memoria e problem-solving, regolazione comportamentale ed emotiva, capacità di pianificazione, analisi e verifica, concetti spazio-temporali, apprendimenti scolastici.
Competenze comunicativo-linguistiche come l'intenzionalità comunicativa e la condivisione di sguardo, capacità di interazione reciproca.
Area comportamentale
Comportamento spontaneo nel setting terapeutico, rispetto delle regole e dei limiti, interazione con la terapista.
Area ludica
Utilizzo dell'oggetto, modalità, qualità e livello del gioco, utilizzo di scenari e personaggi, riproduzione dell'azione ludica su di sé, sull'oggetto e sull'altro.
Area Grafica
Competenze nella scrittura e nel disegno, impugnatura dello strumento grafico, forza e pressione esercitata sul foglio, qualità del prodotto grafico.

Osservazione precoce
I campanelli d'allarme
Primi mesi di vita
Età prescolare
Difficoltà persistenti nell'allattamento, scarso contatto visivo con la mamma, asimmetrie posturali evidenti o una ridotta risposta agli stimoli sonori e ambientali.
Ritardo significativo nel linguaggio, goffaggine motoria frequente, difficoltà marcata a relazionarsi con i coetanei o iperattività associata a scarsa tolleranza alle frustrazioni.
Ogni bambino merita il miglior sviluppo possibile.
Una valutazione neuropsicomotoria precoce permette di comprendere le reali potenzialità del bambino e attivare le strategie di supporto più efficaci.